NAPOLI – Al Teatro Elicantropo da giovedì 28 febbraio 2013 alle 21.00 (andrà in scena O taccia x sempre di Pamela Sabatini, interpretato da Valeria Bianchi e la stessa Sabatini
Valeria Bianchi è anche aiuto regista, mentre assistente alla è regia Roberta Guccione; light designer Dario Aggioli
Lo spettacolo nato come ricerca personale dell’autrice, che pone le basi sul bisogno di recuperare la memoria della propria famiglia, del proprio passato e di riflettere sull’importanza della memoria personale, sarà rappresentato in replica fino a domenica 3 marzo.
L’incontro della Sabatini con Valeria Bianchi ha segnato un punto importante per lo sviluppo del lavoro: entrambe protagoniste in scena, hanno dato forma e corpo a questo progetto, riuscendo a trovare un linguaggio comune.
Nella pièce teatrale la Bianchi diventa una sorta di alter ego della Sabatini, incarnando l’altra parte della memoria: l’oblio, ma anche le facce di una stessa medaglia, una lo specchio dell’altra.
O taccia x sempre è un viaggio tra passato e presente, accompagnato, lungo il tragitto, dalle note di un organetto e di un violoncello, a musicare vecchie filastrocche o strofe di cui si è persa la melodia. Tutto si mescola attraverso il ricordo, di per sé distorto e frammentario, in un gioco aperto ai ruoli, dove ciascuno diventa l’altro, ci si specchia e ci si ritrova.
Lo spettacolo è diviso in tre diversi parti, ambientate dall’inizio del ‘900 fino al periodo a ridosso delle guerre.
La figura di una bambina che improvvisamente perde la vista, s’intreccia ai ricordi, divenendo la trasposizione in chiave fiabesca di un disturbo che ha toccato personalmente l’autrice e con il quale convive da un paio d’anni.
La ricerca della memoria assurge a cura del disagio, una vera immersione nella propria storia, fatta di aneddoti, fughe, miracoli, tragedie e gioie improvvise che spesso sono ignorate o dimenticate. La presunta realtà è il ponte che lega questi mondi rarefatti: il ricordo e la fiaba.
L’autrice ha spiegato: «Pochi anni fa con un piccolo registratore ho attraversato l’Italia alla ricerca della mia storia, per capire chi sono e da dove vengo. Questo spettacolo, in parte, è il frutto di quella raccolta di materiali.
O taccia x sempre è la preghiera che viene rivolta a ognuno di noi per tacere, per evitare che qualcosa si sappia. È un invito al silenzio, un permesso che ci è concesso per girare lo sguardo e mantenere il segreto. Questo è il nostro modo di rompere il silenzio».
(Foto: Ufficio stampa)